ANDREA SANELLI

Stampanti 3D: Quale scegliere

Tipologie di stampanti 3D

In base a quale criterio pensi sia più corretto scegliere la stampante 3D? Vista la grande quantità di stampanti presenti sul mercato, è normale che alcuni dubbi si insinuino nella nostra testa, soprattutto su quale sia la scelta migliore da fare. Qualora non l’avessi già fatto, ti consiglio di leggere l’articolo sulle caratteristiche delle stampanti 3D almeno per inziare a farti un’idea. Andiamo ora ad approfondire anche altre particolarità che potrebbero aiutare a identificare quella che fa al caso nostro.

Nella scelta di una stampante 3D bisogna tenere in considerazione diverse caratteristiche oltre alla tipologia come per esempio la velocità, precisione, volume di stampa, piatto di stampa, livellamento del piano, risoluzione, temperature di fusione. Vediamole più nel dettaglio singolarmente per chiarirci le idee.

Velocità

Ovviamente chiunque tende a farsi prendere dalla voglia di toccare con mano il prima possibile l’oggetto desiderato e sicuramente una stampante veloce permette di realizzarlo molto più in fretta. Questo porta al pensiero che la stampante migliore sia quella più veloce. Si sottovaluta però che la velocità di stampa è una caratteristica fondamentale perchè è la stessa che fa ottenere risultati scadenti penalizzando in termini di precisione e qualità. Questo parametro dipende anche dal materiale che si decide di stampare ma puntare alla stampante più veloce non sempre è la scelta migliore perchè poi non in tutti i casi sarà possibile impostarla al massimo

velocità di stampa e precisione

Precisione

La precisione di una stampante 3D rappresenta la corrispondenza tra il modello CAD 3D e il componente stampato. Non si tratta di una caratteristica a sè ma è relazionata ad altri parametri e caratteristiche come per esempio l’orientamento dell’oggetto sul piatto di stampa e dalle caratteristiche del materiale da stampare accompagnati dall’acquisizione della geometria stampata tramite scanner 3D e tramite le analisi eseguite da software CAE

Foto di Christian Reil da Pixabay

Volume di stampa

 

È sempre la prima caratteristica, dopo il prezzo, che si va a vedere e che più trasporta nella scelta di una stampante perchè permette di realizzare anche pezzi di grandi dimensioni.

Una stampante non può però soddisfare qualunque esigenza altrimenti non avrebbe senso che sul mercato ce ne siano di diverse grandezze. Il fatto di poter realizzare sia stampe grandi che piccole sembrerebbe un vantaggio ma il continuo cambiamento delle dimensioni della stampa comporta anche maggiori difficoltà nell’ impostazione dei valori corretti per quel tipo di stampa.

Soprattutto chi è nuovo in questo mondo, non considera infatti che stampe grandi utilizzano parametri diversi per la corretta realizzazione del modello, come per esempio la velocità e il raffreddamento. Questo potrebbe comportare un numero maggiore di difficoltà che si concluderebbe con una delusione delle aspettative, convincendo che sia qualcosa di troppo complicato o che non fa per noi e facendo venire meno quell’entusiasmo iniziale.

Piatto di stampa

Il classico piatto di stampa che si trova con le stampanti 3D è realizzato in alluminio e ricoperto da una pellicola. Non è il migliore per adesività e spesso si utilizzano prodotti per evitare il distaccamento dei pezzi come per esempio la lacca o lo scotch carta con possibilità di fare danni all’asse Y o all’elettronica nel momento in cui si va a pulire con acqua non essendo distaccabile dal corpo della stampante.

Il piano in vetro è una possibile opzione, sicuramente più comodo rispetto al classico piano in alluminio con possibilità di staccarlo e pulirlo più facilmente.

Sicuramente valida è l’alternativa brevettata proposta da Anycubic con l’ Ultrabase che ha risolto i problemi di aderenza con una superficie microporosa, facile da pulire perchè si tratta di un piano aggiuntivo da fissare su quello della macchina e soprattutto permette il facile distaccamento delle stampe semplicemente aspettando che si raffreddino.

Livellamento e piatto di stampa

Il piano che invece è stato definito come quello ideale è il Buildtak, un sottile foglio di plastica che se incollato su una superficie rigida ma pieghevole permette il distaccamento della stampa semplicemente piegando il piano

Livellamento del piano

Il livellamento del piano è una delle prime cose da fare prima di iniziare il processo di stampa vero e proprio perchè il primo layer è quello determinante per la corretta riuscita dell’intera stampa.

Nelle stampanti più economiche questa fase dev’essere eseguita manualmente facendo scorrere un normale foglio di carta alle quattro estremità del piano e regolarlo fino a che non si sente un leggero attrito con l’ugello. A seconda della meccanica della stampante e del piatto di stampa quest’operazione potrebbe essere necessaria dopo ogni stampa o ripeterla dopo diverse stampe.

Inutile dire che scegliere una stampante dotata di auto-livellamento eviterà un sacco di noie ma bisognerà mettere in conto che sicuramente il prezzo sarà più alto e quindi va ad influire sul budget disponibile

Risoluzione

La risoluzione viene spesso confusa con la precisione anche se in realtà si tratta di un attributo differente perchè è quella caratteristica che si manifesta alla vista. Per fare un esempio e intenderci meglio prendiamo in considerazione l’altezza dei layer: minore è l’altezza, più liscio e gradevole alla vista sarà la stampa

Risoluzione

Temperatura di fusione

In ultimo, ma non per importanza, c’è la temperatura di fusione ovvero la temperatura che riesce a raggiungere la testa di stampa. Sembra una banalità ma in realtà è molto importante perchè questo valore è direttamente collegato con le diverse tipologie di materiale che è possibile stampare.

Il PLA per esempio si stampa tranquillamente ad una temperatura che si aggira intorno ai 200°C; il PET(G) invece richiede già una temperatura leggermente più alta, circa 230°C; l’ ABS invece richiede temperature nettamente più elevate che possono arrivare fino a 250°C; infine ci sono materiali morbidi come il TPU che è possibile stamparlo con una temperatura compresa tra 200°C e 220°C. Per approfondire meglio le tipologie di materiale che è possibile stampare, leggi l‘articolo sui materiali.

Se le caratterisiche di cui abbiamo parlato e le tipologie di stampanti non ti sono ancora sufficienti a prendere una decisione, ti anticipiamo che a breve faremo un articolo dedicato proprio alla recensione di alcune stampanti.

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